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Sfenji, sfinci e zeppole

Siamo all’antivigilia di San Giuseppe, un tempo le strade di Napoli si riempivano di venditori, i meno giovani ricorderanno la fiera di San Giuseppe, i venditori si disponevano sull’attuale via Medina, più tardi la vendita si spostò nel fossato del Maschio Angioino.
In quel giorno le strade si riempivano di friggitori pronti a servire le zeppole, all’epoca le zeppole erano diverse,oggi le si potrebbe paragonare ad una sorta di graffe, queste ciambelle le riprenderemo nei post che seguiranno nei prossimi giorni, facendo le dovute connessioni tra scrittori e storia.
Queste ciambelle fatte così ricordavano un dolce di origine Magrebina, lo sfenji(spugna),prodotto in Marocco dal 1270, questa pasta fatta a ciambelle veniva fritta e ricoperta di miele/zucchero, preparata in occasione del miracolo di Hannukkah, lo stesso sfenji viene chiamato anche Khfaf in Algeria, bambaluouni in Tunisia e sfinz in Libia.
Prestate attenzione al nome sfinz, ebbene lo sfinz approda in Sicilia è viene ribattezzato sfinci, ancora oggi gli sfinci vengono fatti nella ricorrenza in cui si prepara la zeppola di San Giuseppe alcune volte a ciambella altre proprio come delle bombette, ma fritte è ricoperte di zucchero o nelle versioni più golose da un rosone di ricotta e zucchero.
Il Mediterraneo è cultura ed il nostro Sud Italia era proprio come lo sfenji una spugna pronta ad apprendere, imparare e ospitare culture diverse.

Sfenji
Sfinci
Sfinci cassata
Giuseppe Ruoppolo, ciambelle (zeppole), palme(simbolo della Pasqua ormai prossima), crocefisso

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