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La zeppola alla nuova maniera

Oggi è San Giuseppe e come accennato nei giorni precedenti il dolce di questa giornata è la zeppola dell’omonimo Santo, nei post precedenti abbiamo visto che la zeppola era totalmente diversa da quella che oggi siamo abituati a vedere.
La zeppola nasceva come una sorta di graffa; Mi sono chiesto ma come é diventa la zeppola di oggi?
Ebbene il motivo l’ho trovato.
Siamo alla metà del XIX secolo quando I. Cavalcanti nel suo trattato ci lascia la ricetta delle zeppole, attenzione è una ricetta composta da acqua, vino e farina;quindi come arriva l’impasto choux? Per scoprirlo ho fatto un passettino indietro, ed ecco la soluzione, lo stesso Cavalcanti nel libro ci suggerisce di fare delle zeppole con la pasta choux, la chiama “pasta bugnè”.
Si apre un nuovo mondo la zeppola inizia ad essere fatta con la pasta choux, ma per vedere il rosone di crema con l’amarena bisognerà aspettare l’intuito di un pasticciere, che con la sua osteria convertita a pasticceria, inizierà questa nuova versione.Avete capito di chi stó parlando?
Parlo di Pintauro, colui che portò la sfogliatella a Napoli garantendosi la ricetta grazie alla sua cara zia che faceva parte dell’ordine monastico della Santa Croce di Lucca(sulla sfogliatella c’è un contenzioso tra quest’ordine monastico e quello di Santa Rosa che diede vita proprio alla famosa sfogliatella Santa Rosa), grazie alla sfogliatella Pintauro convertí la sua attività in pasticceria, inutile dire che fu un successo, tanto che lo stesso pasticciere ebbe un’idea,riproporre il ciuffo della Santa Rosa sulle zeppole, fece le zeppole come suggeriva Cavalcanti, prese la crema e le amarene sciroppate e fece il vestito nuovo alla zeppola, fu un tripudio!!!
Il Professore Emmanuele Rocco propose un monumento alla zeppola, tra le sue citazioni una rimane in calce “Napoli inventò le zeppole, tutta l’Italia se ne leccó le dita”.
Molti pasticceri si adoperarono per offrire ai propri clienti la zeppola alla moda di Pintauro.
Approfitto per fare gli auguri al mio caro amico Scardinale Giuseppe, il quale ha la fortuna di vivere la storia di questa istituzione della pasticceria Napoletana da vicino, eh si Peppino è uno dei pasticceri di Pintauro,complimenti amico mio!!!

Auguri e buona zeppola a tutti voi ❤

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