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Il polpo

Nel post di ieri ho voluto omaggiare il brodo di polpo con un immagine creata ad hoc scaturita dalla mia fantasia.
Oggi il mio è un omaggio rivolto proprio al gustoso invertebrato, uno degli animali più intelligenti e furbi del creato, paragonato dagli antichi Greci alla pari del più scaltro dei politici, lo stesso Ulisse veniva paragonato ad un polpo, il cefalopade viene addirittura mensionato da Plutarco, egli consiglia un esercizio per risvegliare i neuroni, la caccia al polpo;cosi come suggeriva il naturalista Oppiano di Anazarbo, autore dell’Alieutica, il più importante trattato sulla pesca dell’antichità,egli sosteneva che il vero uomo di mondo doveva prendere a modello le abitudini di questo mollusco, così scaltro da stanare le prede con astuzia e metodo.
Ma il popolo Partenopeo, ghiotto del mollusco, e si sa di radice Greca, ha sempre visto questa forma di enigma un punto per esercitare la propria “metis”, ovvero l’intelligenza ribattezzata cosi dai Greci in onore della dea Metis(prudenza), la madre della dea Atena.
I cacciatori di polpo della nostra terra avevano studiato un sistema infallibile, usavano mettere dei sassi bianchi all’interno di anfore dello stesso colore, il candore rapiva il polpo che ne faceva la sua tana, ma affinché divenisse la sua tana doveva svuotarla dai sassi, cosi quando i pescatori vedevano le pietre sul fondale antistante all’anfora sapevano che il polpo fosse finito in trappola.
Il polpo oltre ad essere gustosissimo, è stato una sorta di mentore della scaltrezza e dell’arguzia nella lotta, tanto da comparire nei mosaici della nobile Pompei, uno di questi ha da sempre rapito la mia attenzione, conservato al MANN, ci riporta la lotta tra un polpo e un’aragosta.
Resta il fatto che il polpo è una leccornia da fare in tutte le salse e pronta a stupirci ad ogni assaggio, poi con l’avvento del nuovo re di Napoli( Il Re di Napoli), ci fu uno dei matrimoni più gustosi di sempre, uno degli abbinamenti più gustosi della gastronomia Partenopea, nacque ‘o purpetiello affogato.

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