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La pasquetta, il casatiello e il pane

Zona rossa maledetta, ricordo quando nelle immancabili scampagnate di Pasquetta il casatiello non doveva/poteva mai mancare,mi auguro che la prossima Pasquetta possa rivedere giornate come quelle degli anni passati; insomma i protagonisti della giornata erano due, casatiello e Super Santos.
Ma il casatiello era proprio la santificazione del Lunedì dell’Angelo, la gara era aperta ogni componente scambiava il suo pane con gli amici, i “compagni di viaggio”, l’etimologia della parola stessa ce lo dice “Cum panis” era l’espressione latina da cui derivava la parola “compagno”, per l’appunto mangiare lo stesso pane, condividerlo, anche in senso solidale col significato di condividere gli stessi valori e ideali.
Ma torniamo al casatiello, questo pane imbottito di salumi e ingrassato di strutto, con le uova a simbolo della rinascita e omaggio alla Pasqua,ebbene questo pane in realta aveva un suo parente lontano anche nell’antica Neapolis, parlo di un pane molto simile, stó parlando del panis adipatus con lardo e pancetta, una sorta di precursore, ovviamente il tempo ha dato poi nuovi ingredienti e nuove forme, ma la stessa cittadina di Pompei sfornava i pani più svariati, c’era il pane dei militari(panis militaris castrensis), per i naviganti(panis nauticus), per gli anziani o per coloro che avevano difficoltà a mangiar pane duro(panis partichus), non poteva mancare il pane integrale (panis autopyrus), per i patrizi c’era un pane nobile(panis siligineus), per i plebei c’era il pane ottenuto da farine meno nobili e dei più svariati cereali(panis plebius, panis rusticus, panis cibarius, panis secundaris). Tra i reperti di Pompei infatti sono state recuperate alcune forme di pane dell’epoca(79 d.C.)
La panificazione veniva favorita non solo per le materie prime ma anche perché già all’epoca la città era servita da un acquedotto,voluto da Augusto e completato poi da Claudio,  partiva dal Serino e attraversava con condotti sotterranei, ponti e canali, la pianura che andava da Sarno, Palma Campania, Napoli, e Pozzuoli, fino a Miseno.
Il tempo come dicevo prima poi ci ha regalato le varianti di questi pani da quelli dolci a quelli salati che ancora oggi produciamo… cultura millenaria, benedetta terra mia!!!
Colgo l’occasione per augurarvi una lieta Pasquetta miei cari cum panis, buona giornata ❤

Pane del 79 d. C , ritrovato tra gli scavi di Pompei

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